CELIACHIA: LE DOMANDE SU UNA CONDIZIONE IN RAPIDA DIFFUSIONE

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, un complesso proteico presente in alcuni cereali quali frumento, avena, segale, orzo, farro, spelta, grano khoarsan (meglio conosciuto come kamut), triticale. In Italia ci sono 135 mila celiaci diagnosticati, ma si stima che ci sia un soggetto ogni 100 persone. Perciò i celiaci italiani sarebbero circa 600 mila e ogni anno viene riscontrata la malattia in circa 10 mila persone, le donne quasi il doppio degli uomini.

Ma celiaci si nasce o si diventa?
«La celiachia è una condizione di intolleranza al glutine geneticamente determinata. Cioè si nasce predisposti», spiega il professor Giuseppe Di Fede, specialista in Nutrizione e Dietetica Clinica, docente presso l’Università di Pavia del master in nutrizione Umana,Nutrigenomica e Nutraceutica. «Questa condizione si può presentare già nei primi anni di vita, ma spesso la diagnosi viene fatta anche a 50 o 60 anni».

Come può accadere di scoprire soltanto da adulti di essere celiaci?
«Ci sono forme subdole di questa intolleranza. Chi ne è affetto non ha tutti i geni che corrispondono alla celiachia, ma solo ma solo una parte che si attiva continuando a mangiare gli alimenti che la provocano. Perciò in alcuni casi la manifestazione è più tardiva. Ma l’intolleranza potrebbe anche non esplodere mai».

Come ci si accorge che una persona ne è affetta?
«I sintomi più frequenti sono anemia, stanchezza cronica, pancia gonfia. Ma anche cattiva digestione, intestino stitico o colitico, bassa statura, alopecia. Altri sintomi sono dermatite secca,pruriginosa, erpetiforme. Ci possono essere atteggiamenti mentali come sonnolenza,distrazione o ipercinesi. I bambini che faticano in maniera patologica a crescere sono sospetti».

Quando si manifestano queste problematiche,una mamma come fa a capire che si tratta di celiachia?
«Di solito la mamma si accorge che il figlio cresce poco, è disattento, magro, che l’intestino è gonfio e la pelle pallida. Lo porta dal medico e si fanno gli esami del sangue. Però quelli tradizionali non bastano, occorre cercare gli anticorpi specifici contro il glutine che si producono geneticamente.E questo non è un esame di routine. Perciò se il medico non li prescrive, la malattia va avanti e la situazione peggiora».

Quando si scoprono gli anticorpi che cosa succede?
«Bisogna compiere un esame di approfondimento,che è la gastroscopia con prelievo della mucosa intestinale. Solo questo è l’esame che dà la diagnosi certa di celiachia».

Si guarisce? 
«La celiachia è una condizione permanente. La mucosa gastrica guarisce solo con una dieta priva di glutine. Che bisogna mantenere per tutta la vita».

Come mai in Italia, il paese della pasta, i celiaci aumentano?
«Vent’anni fa era una condizione di una persona ogni 750 circa, oggi di una ogni 100-150. La nostra alimentazione è cambiata, mangiamo un glutine più ricco di proteine, quindi la mucosa viene maggiormente stimolata. Poi, ma questa è una mia supposizione, le farine che consumiamo non sono “nostre”, la maggior parte la importiamo. Quindi assumiamo un glutine diverso da quello che i nostri geni sono abituati a digerire».

Ora in molti mangiano i cibi per celiaci ritenendo che facciano dimagrire, è così?
«No, non fanno dimagrire». l corrispondono alla celiachia, ma solo una parte che si attiva continuando a mangiare gli alimenti che la provocano. Perciò in alcuni casi la manifestazione è più tardiva. Ma l’intolleranza potrebbe anche non esplodere mai».

Intervista al prof. Giuseppe Di Fede, pubblicata sul settimanale GENTE n°4 – gennaio 2014.