STOMACO E CIBO

stomaco ciboLo stomaco è un organo fondamentale del nostro corpo, la cui funzione principale consiste nel ridurre in minuscoli pezzetti il cibo: tutto quello che viene mangiato in un pasto viene accolto nella cavità dello stomaco e subisce un processo di frammentazione dovuto alla contrazione dei muscoli presenti nelle pareti che, circa 3 volte al minuto, lanciano i frammenti di cibo da una parte all’altra della cavità gastrica, favorendo lo spezzettamento meccanico degli alimenti e il lavoro degli enzimi digestivi. Alla fine del processo si ottengono frammenti di cibo di grandezza variabile tra 1 e 3 millimetri, dimensione sufficiente per il passaggio attraverso il piloro verso l’intestino tenue. Bisogna tuttavia ricordare che non tutto il nutrimento che arriva nello stomaco viene trattato in maniera uguale: per sua forma, infatti, lo stomaco assomiglia ad una piccola borsa sbilenca che presenta un lato più corto, una strada quindi più veloce per giungere all’intestino tenue. Questa scorciatoia viene solitamente presa dai liquidi: è questo il motivo per il quale si è soliti consumare brodini e minestrine “per stare leggeri” ed è difficile che l’acqua “rimanga sullo stomaco” come invece accade con gli alimenti solidi. Oltre al cibo liquido il nostro stomaco gradisce maggiormente il cibo di piccolo volume. Infatti, più i frammenti sono piccoli, meno fatica farà il nostro stomaco per ridurli in poltiglia. A tal proposito fondamentale importanza riveste la masticazione, considerata non a caso il primo passaggio della digestione. Anche riscaldare il cibo aiuta la nostra digestione, dal momento che il calore favorisce la rottura dei legami che tengono unite le molecole negli alimenti, aiutando quindi il lavoro degli enzimi digestivi. Il tempo in cui il cibo ingerito resta all’interno della cavità gastrica viene definito “digestione gastrica” e varia da alimento ad alimento: ad esempio i cereali in chicchi, se cotti, permangono nella cavità gastrica per poco meno di un’ora, la pasta per 3 ore, le proteine per un periodo di tempo ancora maggiore. Sfruttando la digestione gastrica è quindi possibile prolungare il senso di sazietà, se si consuma una piccola quota proteica ad ogni pasto. Un’eccessiva permanenza del cibo nella cavità gastrica, tuttavia, favorisce la nascita di fastidiosi disturbi come i rigurgiti di acido cloridrico dallo stomaco all’esofago, bruciori gastrici, eruttazione, nausea, dolori, crampi addominali, etc. Per evitare di incorrere in tali problematiche è doveroso adottare un corretto comportamento alimentare ed evitare i cibi che predispongono all’insorgenza di tali sintomatologie: tra i comportamenti alimentari corretti vi è ad esempio quello di mangiare lentamente, masticando il più a lungo possibile, evitare di guardare il computer o la televisione durante i pasti e concentrarsi su quanto si ha nel piatto. Per quanto riguarda le scelte alimentari, poi, bisognerebbe cercare di fare attenzione agli alimenti particolarmente acidi come le bevande alcoliche, i dolci, il latte e i suoi derivati, i cibi in scatola, i sottaceti, i sughi pronti, i dadi da brodo, le spezie piccanti, il cioccolato, la menta, i dolcificanti sintetici e le bevande gassate.
Anche un’alimentazione squilibrata o pro-infiammatoria contribuisce a peggiorare la sintomatologia gastrica. Per capire se il cibo che ingeriamo crea infiammazione, un aiuto ci viene dato dall’America attraverso il test per intolleranze ALCAT, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA), che permette di segnalare le reazioni che alcuni alimenti, additivi chimici o additivi alimentari hanno sul nostro organismo
Il test è in grado di evidenziare anche una categoria di alimenti particolarmente importante nelle problematiche legate all’acidità di stomaco e al reflusso: i salicilati. Questi alimenti contengono acido salicilico, sostanza che può irritare la mucosa gastrica e alla quale molte persone risultano addirittura allergiche. Tra gli alimenti con più alta concentrazione di acido salicilico abbiamo ad esempio broccoli, cetrioli, cicoria, indivia verde, melanzane, patate dolci, peperoni, radicchio verde, ravanelli, spinaci, zucca e zucchine; tra i frutti, invece, troviamo albicocche, ananas, arachidi, arance, datteri, lamponi, mandorle, ribes neri, ribes rossi e uva passa. L’indicazione su tali alimenti, per chi soffre frequentemente di problemi di stomaco non legati a patologie, è quella di cercare di non consumarne più di un tipo di verdura o di frutta al giorno e mai nello stesso pasto.


Articolo di Davide Iozzi, Biologo nutrizionista, esperto in nutrizione umana, collaboratore dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva (I.M.Ge.P.) di Milano.