13 March 2018 NOTIZIE

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS, Irritable Bowel Syndrome) rappresenta la più frequente patologia funzionale gastroenterica. Le manifestazioni cliniche tipiche sono caratterizzate dalla presenza di dolore addominale ricorrente e dall’alterazione delle abitudini intestinali, spesso accompagnate da distensione addominale e meteorismo.

DIAGNOSI E PREVENZIONE CON ALCAT TEST

sindrome dell intestino irritabile
sindrome dell intestino irritabile

L’eziologia della IBS non è ancora del tutto chiara. Da sempre è considerata una patologia  multifattoriale, in cui concorrono fattori genetici e ambientali. Oltre il 60% di pazienti con IBS riportano sintomi correlati al cibo e numerosi studi clinici hanno evidenziato l’importanza di un processo infiammatorio da intolleranza alimentare nella genesi della sindrome del colon irritabile. Le alterazioni della struttura della mucosa intestinale, causate dalla costante presenza del processo infiammatorio tipico di queste patologie, sono responsabili dell’alterata permeabilità intestinale, che a sua volta determina il passaggio continuo di antigeni in grado di stimolare le cellule immunitarie presenti nella parete intestinale, con conseguente attivazione e liberazione di sostanze flogogene, causando un aumento dello stato infiammatorio.

Il test Alcat è un test in vitro che utilizza sangue intero. Ciò determina il vantaggio teorico che il sangue intero contiene sia tutti i fattori ed i mediatori chimici presenti in circolo, sia i leucociti e gli altri elementi cellulari che possono essere coinvolti in diverse reazioni nei confronti di comuni alimenti. Lo stile di vita e gli interventi dietetici sono diventati un’opzione di trattamento sempre più importante e numerosi studi clinici effettuati hanno evidenziato come in seguito a una terapia nutrizionale basata sui principi della moderazione e dell’esclusione razionale degli alimenti intolleranti, riscontrati con Alcat Test, si rilevi un notevole miglioramento del quadro clinico-sintomatologico e della qualità di vita nei pazienti con IBS (Ali A, Weiss TR, McKee D, et al Efficacy of individualised diets in patients with irritable bowel syndrome: a randomised controlled trial BMJ Open Gastroenterology 2017),  (Di Stefano M, Benedetti I, Di Fede G, Gabriele A, Iozzi D, et al, The accuracy of Alcat 5 in diagnosing non-celiac Gluten Sensitivity in functional patients with abdominal pain and bloating, United European Gastroenterology, Ueg Journal 2017).

alcat test italiaIl Test Alcat può quindi essere considerato una valida metodica di laboratorio per la diagnosi di uno stato di intolleranza alimentare oltre che un valido ausilio per contrastare in maniera più efficace le patologie dell’apparato gastrointestinale (gastrite, gonfiore addominale, stipsi, diarrea, sindrome dell’intestino irritabile, malattie infiammatorie croniche).


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2 September 2016 NOTIZIESTAMPA

A Rio il braciere olimpico è stato spento da nemmeno due settimana e per gli atleti è tempo di bilanci. Non è solo questione di medaglie e piazzamenti conquistati: si tratta ora di capire se siano giunti all’Olimpiade nella forma migliore e se abbiano centrato gli obiettivi prefissati. Charlotte Bonin è entusiasta del suo 17° posto nella gara di Triathlon femminile: “Quando ho dichiarato di voler tentare la top-20 a Rio l’ho sparata grossa, ma d’altronde se non si punta mai in alto e ci si accontenta non si migliora mai!”


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15 February 2016 NOTIZIESTUDI

stomaco ciboLo stomaco è un organo fondamentale del nostro corpo, la cui funzione principale consiste nel ridurre in minuscoli pezzetti il cibo: tutto quello che viene mangiato in un pasto viene accolto nella cavità dello stomaco e subisce un processo di frammentazione dovuto alla contrazione dei muscoli presenti nelle pareti che, circa 3 volte al minuto, lanciano i frammenti di cibo da una parte all’altra della cavità gastrica, favorendo lo spezzettamento meccanico degli alimenti e il lavoro degli enzimi digestivi. Alla fine del processo si ottengono frammenti di cibo di grandezza variabile tra 1 e 3 millimetri, dimensione sufficiente per il passaggio attraverso il piloro verso l’intestino tenue. Bisogna tuttavia ricordare che non tutto il nutrimento che arriva nello stomaco viene trattato in maniera uguale: per sua forma, infatti, lo stomaco assomiglia ad una piccola borsa sbilenca che presenta un lato più corto, una strada quindi più veloce per giungere all’intestino tenue. Questa scorciatoia viene solitamente presa dai liquidi: è questo il motivo per il quale si è soliti consumare brodini e minestrine “per stare leggeri” ed è difficile che l’acqua “rimanga sullo stomaco” come invece accade con gli alimenti solidi. Oltre al cibo liquido il nostro stomaco gradisce maggiormente il cibo di piccolo volume. Infatti, più i frammenti sono piccoli, meno fatica farà il nostro stomaco per ridurli in poltiglia. A tal proposito fondamentale importanza riveste la masticazione, considerata non a caso il primo passaggio della digestione. Anche riscaldare il cibo aiuta la nostra digestione, dal momento che il calore favorisce la rottura dei legami che tengono unite le molecole negli alimenti, aiutando quindi il lavoro degli enzimi digestivi. Il tempo in cui il cibo ingerito resta all’interno della cavità gastrica viene definito “digestione gastrica” e varia da alimento ad alimento: ad esempio i cereali in chicchi, se cotti, permangono nella cavità gastrica per poco meno di un’ora, la pasta per 3 ore, le proteine per un periodo di tempo ancora maggiore. Sfruttando la digestione gastrica è quindi possibile prolungare il senso di sazietà, se si consuma una piccola quota proteica ad ogni pasto. Un’eccessiva permanenza del cibo nella cavità gastrica, tuttavia, favorisce la nascita di fastidiosi disturbi come i rigurgiti di acido cloridrico dallo stomaco all’esofago, bruciori gastrici, eruttazione, nausea, dolori, crampi addominali, etc. Per evitare di incorrere in tali problematiche è doveroso adottare un corretto comportamento alimentare ed evitare i cibi che predispongono all’insorgenza di tali sintomatologie: tra i comportamenti alimentari corretti vi è ad esempio quello di mangiare lentamente, masticando il più a lungo possibile, evitare di guardare il computer o la televisione durante i pasti e concentrarsi su quanto si ha nel piatto. Per quanto riguarda le scelte alimentari, poi, bisognerebbe cercare di fare attenzione agli alimenti particolarmente acidi come le bevande alcoliche, i dolci, il latte e i suoi derivati, i cibi in scatola, i sottaceti, i sughi pronti, i dadi da brodo, le spezie piccanti, il cioccolato, la menta, i dolcificanti sintetici e le bevande gassate.
Anche un’alimentazione squilibrata o pro-infiammatoria contribuisce a peggiorare la sintomatologia gastrica. Per capire se il cibo che ingeriamo crea infiammazione, un aiuto ci viene dato dall’America attraverso il test per intolleranze ALCAT, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA), che permette di segnalare le reazioni che alcuni alimenti, additivi chimici o additivi alimentari hanno sul nostro organismo
Il test è in grado di evidenziare anche una categoria di alimenti particolarmente importante nelle problematiche legate all’acidità di stomaco e al reflusso: i salicilati. Questi alimenti contengono acido salicilico, sostanza che può irritare la mucosa gastrica e alla quale molte persone risultano addirittura allergiche. Tra gli alimenti con più alta concentrazione di acido salicilico abbiamo ad esempio broccoli, cetrioli, cicoria, indivia verde, melanzane, patate dolci, peperoni, radicchio verde, ravanelli, spinaci, zucca e zucchine; tra i frutti, invece, troviamo albicocche, ananas, arachidi, arance, datteri, lamponi, mandorle, ribes neri, ribes rossi e uva passa. L’indicazione su tali alimenti, per chi soffre frequentemente di problemi di stomaco non legati a patologie, è quella di cercare di non consumarne più di un tipo di verdura o di frutta al giorno e mai nello stesso pasto.


Articolo di Davide Iozzi, Biologo nutrizionista, esperto in nutrizione umana, collaboratore dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva (I.M.Ge.P.) di Milano.


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10 December 2015 NOTIZIE

disbiosi intestinaele e candida albicansSintomi come gonfiore intestinale, aerofagia, meteorismo e diarrea rappresentano alcuni dei segnali di allarme che il nostro corpo manda per avvisare di una condizione di difficoltà da parte della flora microbiotica presente.

La “composizione ideale” dei nostri coinquilini intestinali vede la prevalenza di microorganismi appartenenti alla cosiddetta flora batterica “buona”, comprendente essenzialmente 2 grandi famiglie batteriche, quella dei Lattobacilli e quella dei Bifidobatteri.

Il test che valuta la perfetta efficienza intestinale si chiama DISBIOSI TEST e si basa sulla ricerca, su urine, di due metaboliti dell’aminoacido triptofano, lo scatolo e l’indicano: il primo è indice di una disbiosi (quindi di un’alterazione della flora microbica) a carattere putrefattivo localizzata nell’intestino crasso; il secondo identifica una disbiosi a carattere fermentativo localizzata nella zona dell’intestino tenue.

Uno studio compiuto su 227 pazienti che avevano effettuato il test di disbiosi ed erano risultate, nello stesso periodo, positive al test per intolleranze ALCAT su Candida albicans, ha evidenziato come all’aumentare del parametro INDICANO aumenti la reazione nel sangue verso Candida.
E’ d’altro canto abbastanza normale pensare quale ne sia la ragione, dal momento che all’interno del nostro intestino tale micete è normalmente presente ed è considerato responsabile del 90% di tutte le micosi (candida vaginale, mughetto, etc.). Essendo ospite abituale dell’intestino, non ha una virulenza particolarmente elevata: un organismo sano normalmente è in grado di opporsi alla sua invasione.

Tuttavia, un’alimentazione scorretta, cure antibiotiche prolungate e/o forti periodi di stress portano questo microrganismo a disseminare, attraverso il circolo sanguigno, in tutto il corpo. Molti sono i distretti e gli organi che tale fungo è in grado di colonizzare e nei quali provoca disturbi caratteristici: APPARATO URINARIO (prostatiti, prurito perianale e ai genitali, bruciore, cistiti, irregolarità nel flusso, infezioni vaginali croniche), BOCCA (stomatite aftosa, alito cattivo, patina bianca sulla lingua, ulcere agli angoli della bocca), PELLE (funghi su dita, mani o sotto le unghie, eruzioni cutanee, psoriasi, prurito del cuoio capelluto, alopecia), CERVELLO (cefalee frequenti, stanchezza cronica, sbalzi di umore, irritabilità, desiderio smodato di dolci e farinacei, desiderio di alcol e prodotti lievitati), STOMACO (pesantezza e gonfiore immediato dopo aver mangiato carboidrati o zuccheri semplici) e INTESTINO (feci maleodoranti, informi, ricoperte da muco o lucide). Un’alimentazione ricca in dolci e bevande alcoliche, zuccherate e/o gasate, come quella che si segue solitamente nei periodi di festa, può favorire lo sviluppo di tale fungo, che si diffonde di norma al termine delle vacanze, quando le malattie stagionali e lo “stress da rientro” rendono il nostro sistema immunitario meno capace di affrontare la minaccia.

Come sconfiggerla? Aumentando il consumo di FRUTTA, VERDURA e ALIMENTI INTEGRALI e riducendo quello di ALCOLICI, ZUCCHERI SEMPLICI e LATTICINI: il vostro intestino (e non solo lui) vi ringrazierà.

 

Articolo scritto dal Dottor Davide Iozzi, Biologo nutrizionista, esperto in nutrizione umana, collaboratore dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva (I.M.Ge.P.) di Milano.


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29 October 2015 NOTIZIE

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Ad Omegna, sul Lago d’Orta, lo scorso 17 ottobre mi aspettava il mio primo “ultra”: spingermi oltre i 42 km sarebbe stata un’esperienza nuova; con curiosità e un pizzico di timore ho affrontato la preparazione a questa impresa, con la consapevolezza che “prepararsi” ad una 58 km, tra l’altro su trail e in montagna, sarebbe stato difficile.
Su un percorso così lungo entrano in gioco tanti elementi: la condizione fisica, quella mentale, il tempo atmosferico ma anche le variazioni di temperatura e clima dovuti ai cambiamenti di quota per gli importanti dislivelli presenti.
Ho affrontato tutto partendo dalla serenità mentale: fare questa gara significava vivere una giornata nel pieno della natura, facendo un viaggio da un paesaggio all’altro, abbandonandosi pienamente alla felicità che questo contatto con l’ambiente mi avrebbe regalato. Con questa idea e nessun altra preoccupazione sono partita e sono arrivata al traguardo, inimmaginabilmente prima tra le bravissime donne presenti alla competizione.
Per me questa è stata la dimostrazione che la passione per la corsa e l’amore che si nutre per la natura possono dare un’energia straordinaria ed inaspettata che porta oltre se stessi e le proprie capacità conosciute. Per me questo dimostra anche che la costanza, la perseveranza e talvolta anche l’ostinazione con la quale ci si prende cura del proprio corpo e della propria mente prima o poi premiano: l’allenamento del corpo con le corse in montagna e in città, le escursioni, le camminate eseguite ad incastro tra lavoro, mestieri ed impegni vari, spesso con il fardello delle stanchezze e dei malumori. Oltre a questo, anche il nutrimento del corpo ha rivestito notevole importanza, nel cercare tutto ciò di cui esso ha bisogno e togliendogli ciò che lo danneggia. Punto molto complicato perché per farlo nel modo più corretto il corpo va ascoltato e se necessario misurato ed analizzato.
Vi faccio un esempio: all’inizio di quest’anno ero al limite minimo della mia forma fisica e probabilmente anche mentale ed oltre a cercare a tutti i costi piccoli momenti di riposo ed evasione (la montagna), ho eseguito accertamenti clinici dal momento che soffrivo di malesseri gastrointestinali che mi impedivano di dare il meglio. Ho quindi studiato le mie abitudini alimentari trattandomi come se fossi io stessa un mio paziente coinvolgendo i miei colleghi dell’IMBIO ed ho capito che il problema stava nel mio intestino: una disbiosi e forse un’intolleranza. Ed è così che con un ALCAT e altri esami ematici specifici ho scoperto una sensibilità al glutine ed un’intolleranza al nichel. Dieta e cura a base di probiotici e un’integrazione corretta in base alle carenze minerali evidenziate con un mineralogramma da una ciocca di capelli hanno fatto il resto. Molto utile quest’ultimo esame che ci racconta tutto di noi su quello che ci manca dal punto di vista vitaminico e di sali minerali e su quello di cui siamo intossicati. In un mese la mia corsa da una dura salita si è trasformata in una divertente discesa: se vi dovessi dire cosa mi ha fatto vincere questo Ultra Trail del lago d’Orta, vi direi tutto questo e tutto insieme, che in poche parole è amare il proprio corpo e la propria anima.

 


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29 September 2015 NOTIZIE
ProstatiteLe intolleranze alimentari sono delle reazioni avverse al cibo differenti dalle allergie, per il tipo di effetto e reazione.

Spesso i sintomi sono simili a disturbi non riconducibili ad un problema legato al cibo.

Gli effetti delle intolleranze alimentari quindi sono dose dipendente e spesso passano inosservate.

Le intolleranze possono dare sintomi a livello di tutti gli apparati e sistemi, per esempio: apparato digerente tra cui gastriti e coliti, reflusso esofageo, per citarne alcuni.

Ma spesso, Il primo apparato ad essere “colpito” è  l’apparato uro-genitale a causa del rapporto anatomico  strettissimo con l’ultima parte dell’intestino.

L’infiammazione di quest’ultimo crea le condizioni favorevoli per il passagio dei germi dall’intestino (E. Coli, Enterobacter, Enterococcus faecalis,  Ptoteus, Candida, ecc) all’apparato uro-genitale.
La maggior parte delle infezioni uro-genitali sono di origine intestinale.

I germi menzionati, innocui per l’intestino, diventano estremamente virulenti a livello dell’ apparato uro-genitale, in quanto quest’ultimo non ha sviluppato i sistemi di difesa necessari.

La parte centrale dell’apparato uro-genitale, il carrefour uro-genitale, è  rappresentato dalla PROSTATA.
La prostata è  una ghiandola con secrezione esterna situata subito davanti il retto, che ha il ruolo di “filtro” per le urine e lo sperma.

Quando la prostata s’infiamma pero’, non solo non puo’ piu’ svolgere la funzione di filtro ma diventa a sua volta un focolaio infiammatorio/infettivo con conseguenze per tutti gli organi con i quali è  collegata: vescica urinaria, vescicole seminali, uretra,  epididimi, testicoli.
Una prostatite puo’ complicarsi quindi con: infezioni urinarie, vescicolite, uretrite, epididimite, orchiepididimite, ecc

Da sottolineare che la maggior parte delle infiammazioni  prostatiche sono ASINTOMATICHE quindi vengono identificate solo quando il paziente si rivolge al medico per problemi di infertilitàejaculazione precocedeficit erettile di mantenimento, sintomatologia urinaria e/o ejaculatoria, ecc.

Visto che le intolleranze alimentari possono dare tutte queste complicanze, la domanda nasce spontanea:

“SE SEI UN PAZIENTE INTOLLERANTE, PERCHÉ ASPETTARE TUTTI QUESTI SINTOMI E NON PREVENIRLI, FACENDO UNA SEMPLICE VISITA URO-ANDROLOGICA CON LA VALUTAZIONE PROSTATICA?”

Anche perche’ è  molto piu’ semplice curare l’infertilità, l’ejaculazione precoce, il deficit erettile, ecc nella fase acuta e non cronica!

Dottoressa Cornelia Sparios


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23 September 2015 NOTIZIE

Resistenza insulinica

Per capire meglio cosa si intende spiegare con il termine  “resistenza insulinica”, dobbiamo necessariamente fare un esempio. 

Alcuni di noi tendono ad ingrassare, ma non tutti allo stesso modo. Alcuni ingrasseranno principalmente nelle zone addominali, altri intorno ai fianchi e altri ancora in tutto il corpo. Ebbene, queste differenze indicano un diverso comportamento degli ormoni che regolano il metabolismo. 

Uno di questi è proprio l’insulina, Ormone prodotto dal pancreas che serve per utilizzare (tecnicamente, metabolizzare) lo zucchero e i derivati, che introduciamo con l’alimentazione. In alcune persone, l’insulina non svolge il lavoro assegnatole, in maniera completa, le conseguenze sono: aumentiamo la produzione di insulina per svolgere lo stesso lavoro. 

L’insulino resistenza indica un vero e proprio ostacolo da parte delle cellule del nostro organismo all’azione di questo ormone. 

Chi ingrassa principalmente nella zona o fascia addominale, aumentando il giro vita, probabilmente è un soggetto tipico che può sviluppare il cosiddetto diabete tipo due. 

Possiamo scoprire se siamo predisposti a sviluppare una resistenza all’insulina e di conseguenza un’aumento del grasso addominale?  

Bisogna rivolgersi ad un professionista esperto per sottoporsi ad un esame genetico per stabilire il grado di predisposizione e sottoporsi ad percorso semplice e personalizzato per ridurre il rischio di sviluppare la condizione pre diabetica e migliorare le condizioni fisiche alterate. 

La sedentarietà, la cattiva alimentazione e la predisposizione genetica possono nel tempo trasformare questa condizione di insulinoresistenza in un diabete di tipo 2. 

Ecco perché prevenire è meglio che curare…

SCRITTO DA:
PROF GIUSEPPE DI FEDE
DOTTOR SORRENTINO


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14 September 2015 NOTIZIE

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Il corso, dal titolo “L’alimentazione anti-infiammatoria: Effetti su infiammazione ed acidosi”, in programma sabato 30 maggio 2015 presso il Centro Congressi Villa Papa Giovanni XXIII di Pianezza (TO).

Evento ECM patrocinato da Imgep ed organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Biologi Nutrizionisti di Piemonte e Valle d’Aosta Metagenics, si pone l’obiettivo di formare ed informare su quanto una sana e corretta alimentazione sia sempre più spesso la miglior cura.

Per Info e Contatti:
segreteria@formazione-sanitaria.it
Tel +39 011 9663700

Per Iscrizioni: Compilare il format sul sito www.formazione-sanitaria.com

Scarica la locandina


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14 September 2015 NOTIZIE

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L’8-9 maggio si è tenuto a Torino il congresso “Nutrisport” brillantemente organizzato dalla Dott.ssa Maria Teresa Caselli e dal Dott. Valter Canavero.

Ho partecipato in qualità di relatore con il gruppo IMBIO-IMGEP di Milano diretto dal Prof. Giuseppe di Fede, maestro e amico, e animato dall’instancabile lavoro della Dott.ssa Paola Carassai.

Il titolo della mia relazione è stato: “Infiammazione intestinale e Performance sportiva”, un legame regolarmente trascurato, così com’è normalmente non investigata la disbiosi intestinale di cui è figlia.

Il concetto stesso di disbiosi è legato al Microbiota intestinale, cioè la popolazione batterica che colonizza il nostro intestino per tutta la durata della nostra vita e che, come evidenziano gli studi più recenti in modo inequivocabile, risulta essere determinante nello spostare il rapporto tra salute e malattia a favore di uno o l’altro dei fattori.

Alterare, infatti, la su composizione, mi riferisco ai rapporti presenti tra le 400 specie che affollano il nostro intestino, può causare disturbi che la medicina non classifica come patologie, così come sottolinea il padre della neurogastroenterologia Michael D.Gershon (“Il secondo cervello”, ed. UTET, 2006):

“Gli studi hanno mostrato che oltre il 40% dei pazienti che ricorrono alle cure di un internista lo fanno a causa di problemi gastrointestinali. Metà di questi presenta disturbi FUNZIONALI. Il loro intestino funziona male, ma nessuno sa il perché. Non vi è alcun difetto anatomico o chimico evidente. I medici si irritano. I pazienti che si presentano ai medici con problemi senza soluzione sono percepiti come una minaccia e spesso sono dimessi come affetti da squilibrio mentale, con l’epiteto di rottami bisbigliato alle loro spalle. Sono considerati esempi di protoplasma scadente i cui processi di pensiero nevrotico si riflettono sul loro intestino.

Così il loro intestino si mette a fare i capricci in modo tale da sfidare il meglio che la medicina moderna ha da offrire, che in questo caso è l’ignoranza combinata alla mancanza di compassione”.

Inoltre: “Oggi, l’alterazione funzionale dell’intestino è un complesso di sintomi che non ha un collegamento con la patologia”.

Il primo ad interessarsi della disbiosi intestinale è stato lo scienziato russo Elie Metchinkoff il quale spese tutta la sua vita nel proposito di assicurare una maggiore longevità al genere umano e, grazie ai suoi studi compiuti presso l’Istituto Pateur, di liberarlo dalle malattie. Il culmine della sua carriera, così totalmente dedicata alla ricerca, venne raggiunto nel 1908 quando fu insignito del premio Nobel per la medicina.

Nel suo testo più conosciuto (“The prolongation of life;optimistic studies”) Metchnikoff ricorda come la cura degli anziani, ancora di più il lavoro preventivo su di essi, rappresenti una conquista dal momento che alla sua epoca si trattava di una visione totalmente nuova.

Lo studio del microbiota e la valutazione della disbiosi intestinale si muovono nel solco tracciato da questo grande scienziato, in cui la medicina non si limita ad attendere supinamente lo svilupparsi della patologia, piuttosto si muove in anticipo captando i segnali di alterazione funzionale del sistema biologico per porre rimedio prima che essi si trasformino in malattia.

dr. Daniele Orlandoni


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7 April 2015 NOTIZIE

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Nuovo attesissimo incontro per l’Istituto di Medicina Biologica con la cittadina di Rovato, nel bel mezzo del paesaggio collinare della Franciacorta, organizzato in collaborazione con la Farmacia San Carlo il 23 aprile alle 20.30 presso la sala intitolata a Monsignor Zenucchini.

Tema della serata l’intolleranza al lattosio e la sensibilità al glutine e l’importanza del fare prevenzione a qualsiasi età. Argomenti che verranno appropriatamente esposti, frutto della quotidiana esperienza professionale, dal Prof. Giuseppe Di Fede e dal Dott. Sacha Sorrentino, rispettivamente direttore sanitario e biologo – nutrizionista di IMBIO ed IMGEP.

Ed è proprio grazie da IMGEP nella figura della dr.ssa Carassai che si riescono ad organizzare questi incontri rivolti al pubblico. Pubblico che giorno dopo giorno è in continuo aumento proprio per le risposte che vengono date presenziando a questi eventi. Gli eventi sull’argomento, organizzati negli ultimi anni, hanno sicuramente fatto da apri pista ad un’impegnativa opera di sensibilizzazione nei confronti di intolleranze e alimentazione, ma soprattutto su quanto una dieta sana ed equilibratapossa aiutare a star meglio e a reagire più facilmente a tutti gli stress esterni a cui ogni giorno è sottoposto il nostro organismo.

Scarica la locandina Locandina-Rovato2015-A4


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10 April 2015 NOTIZIE

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Continua il cammino di Imbio sulla lunga strada dello sport, nuovo obiettivo da raggiungere, portare il Verbano Calcio in vetta alla classifica, grazie ad un protocollo nutrizionale personalizzato. A tal proposito abbiamo intervistato Pietro Barbarito, il Presidente della F.C. Verbano Calcio ASD che della personale passione per il calcio ne ha fatto un mestiere.

Come ha avuto inizio la sua esperienza con Imbio?

La mia esperienza con Imbio inizia da paziente, grazie a cari amici di famiglia che mi hanno consigliato di rivolgermi all’Istituto di Medicina Biologica per un controllo di routine. E’ qui che sono venuto in contatto con il Prof. Giuseppe Di Fede che con grande professionalità mi ha seguito in tutto il percorso, aiutandomi a raggiungere risultati positivi

Cosa l’ha spinta a chiedere che Imbio si occupasse anche della sua squadra?

Sono stato spinto dai positivi risultati ottenuti personalmente, per questo ho voluto che i ragazzi della squadra si sottoponessero al Test Alcat e venissero seguiti dallo staff di Imbio, nella persona della Dott.ssa Cecilia Pedroni, dal punto di vista nutrizionale. Durante questo percorso, per cui è stato creato un protocollo medico ad hoc, tutti i ragazzi della squadra si sono sottoposti al Test Alcat e sono venuti a conoscenza di essere intolleranti a parecchi alimenti, ma soprattutto di quanto queste intolleranze fossero la causa di tutta una sintomatologia gastrointestinale e non solo che gli impediva soprattutto di rendere come si deve in campo

La squadra ha ottenuto risultati riscontrabili?

Certo, da quando hanno iniziato a seguire un regime alimentare sano e corretto ma soprattutto personalizzato come lo è appunto la “Dieta di Rotazione” conseguente ad Alcat Test, i ragazzi stanno molto meglio non hanno più quei fastidiosi problemi fisici ma soprattutto in campo sono diventati delle schegge. Siamo secondi in classifica, è questo per noi è un grande traguardo che ci premia del grande impegno e della passione che io e la squadra tutta mettiamo ogni giorno quando scendiamo in campo, che si tratti di una partita importante o di un semplice e quotidiano allenamento

Si sentirebbe ad oggi di consigliare Alcat Test a chi non lo conosce?

Naturalmente, già consigliato alla mia famiglia e agli amici più cari. Perchè dopo la mia esperienza e le esaudienti informazioni fornite dallo staff Imbio, posso tranquillamente dire di quanto una sana e corretta alimentazione sia la risoluzione di molte patologie


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10 April 2015 NOTIZIE

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Siamo giunti alla fine di un percorso, a tratti faticoso ma ogni giorno sempre più stimolante, a conclusione del quale possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto.

Naturalmente parlo del format tv “La Salute Vien Mangiando”, progetto in cui ci siamo lanciati qualche mese fa ma a cui non saremmo mai riusciti a dar forma da soli se non avessimo potuto contare sull’estro sempre innovativo della Dott.ssa Paola Carassai, responsabile legale e amministrativo dell’Istituto di Medicina Biologica, sul contributo di tutti i professionisti che ruotano attorno ad Imbio, agli sponsor che come noi hanno creduto e investito in questo progetto, alla Ma Ma srl che ci ha fornito sostegno logistico ed organizzativo da esperti del settore, agli Chef che di puntata in puntata si sono alternati ai fornelli per dimostrarci che la triade bello-buono-sano in cucina funziona davvero e per ultimo un ringraziamento va, non per minore importanza ma perché nostra diretta consulente alimentare e sostenitrice di tutti quegli ideali che quotidianamente alimentano le nostre giornate e ci spingono a lavorare sempre meglio, a Tiziana Colombo nel suo ruolo di inviata speciale a sostegno degli Chef in cucina.
Naturalmente era nostro interesse non limitarci a dare solo pure e semplici nozioni teoriche ma spiegare davvero come mettere in pratica, davanti ai fornelli, quanto consigliato dai professionisti che si sono alternati in studio, in modo che i telespettatori potessero davvero trarre vantaggi da applicare nella vita di tutti i giorni.
Pensiamo, a tal proposito, di poter fare un bilancio positivo di questa esperienza, sperando di aver offerto al pubblico che ci ha seguito in queste settimane, un servizio davvero utile e di essere stati in grado di spiegare in maniera chiara di quanto certe patologie possano essere gestite e perché no anche prevenute con l’aiuto di una corretta ed equilibrata alimentazione.

Vi lasciamo con quello che è il titolo della trasmissione, lo slogan fondamentale di questo progetto e del nostro impegno quotidiano sul lavoro: LA SALUTE VIEN MANGIANDO…NON DIMENTICATELO MAI!


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10 April 2015 NOTIZIE

Tired man sleeping on a notebook

Il cortisolo, ormone steroideo prodotto dal surrene, rappresenta un fondamentale indicatore di stress. Nonostante si tratti di un parametro facilmente misurabile nella saliva e relativamente poco costoso, dotato di importanti studi a sostegno in particolare per chi si occupa di anti-aging, il cortisolo non riscontra purtroppo l’interesse medico che merita.

Non essendo mia abitudine volermi attribuire meriti che non mi appartengono, voglio subito chiarire che l’intuizione legata all’importanza di questa sostanza risale ai primi lavori sullo stress prodotti dal grande scienziato H. Selye rintracciabili sin dai suoi primi studi degli anni ’30 e proseguiti per tutto il corso della sua inimitabile carriera di scienziato-filosofo.

La misurazione dei valori di cortisolemia salivare, può essere effettuata in corrispondenza dei picchi riscontrabili in quattro fasce orarie giornaliere alle ore 7-13-17e 23, offrendoci la possibilità di dare una valutazione e grazie ad essa motivazione di tutta quella sintomatologia estremamente variegata in cui tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo ritrovati ad incappare: depressione, disbiosi, allergie/intolleranze, sindrome della stanchezza cronica, diabete/insulino resistenza, ipertensione, osteoporosi, sindrome metabolica, ansia, acidosi metabolica, stipsi, stress ossidativo…..persino lo sportivo attento alla performance dovrebbe monitorarlo con scrupolo per prevenire infortuni, superallenamento o scarsa competitività.

Nel tempo elevati livelli di cortisolo non sono altro che la risposta di adattamento del nostro organismo ad una condizione di stress proveniente dall’ambiente esterno e quindi una chiara relazione di causa-effetto grazie al legame indissolubile esistente tra lo stress e i livelli di cortisolo: all’aumentare del primo, sale il secondo; al protrarsi dello stress, i livelli di cortisolo tendono a diminuire con una tempistica differente per ognuno di noi, generando la condizione peggiore, cioè quella di esaurimento surrenalico.

All’ipercortisolemia sono sempre associate due condizioni base: acidosi metabolica e iperglicemia.

Nel primo caso occorre riflettere su come minuscole variazioni di ph intestinale, possano produrre importanti alterazioni nella composizione del microbiota (flora batterica).

Nel secondo caso invece, va sottolineato che le variazioni, anche se minime, di ph intestinale rappresentino un evidente fattore di rischio in relazione all’insulino resistenza prima e a lungo andare al diabete di tipo II, soprattutto in soggetti che presentano un patrimonio genetico a rischio.

Infine, ricordando sempre che “Chi non conosce il cibo non può capire le malattie dell’uomo” (Ippocrate di Koos), va sottolineato come anche in questo caso le abitudini alimentari rappresentino un fattore fondamentale nel determinare i valori del cortisolo: una dieta ricca di proteine animali è in grado di produrre un suo innalzamento, così come una dieta ricca di zuccheri semplici ne produce una brusca variazione verso l’alto, a seguito dell’ipoglicemia indotta dalla risposta insulinica.

Insomma, ancora una volta, siamo di fronte ad un parametro di vecchia data, il cui significato si è ormai solidificato nel tempo al punto dal vedere sciamare interesse a riguardo e di conseguenza la considerazione da parte degli operatori sanitari. Appunto uno di quei casi che come diceva lo stesso Selye: “Ciò che frena la nostra ricerca non è ciò che non sappiamo o la mancanza di strumenti per investigare, piuttosto ciò che sappiamo e che non mettiamo in discussione”.

Dr. Orlandoni Daniele


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10 April 2015 NOTIZIE

Programma Frontis

Salute e benessere, imprescindibili interessi che ci accomunano a tutti i centri a noi collegati, distribuiti lungo lo stivale. Nuova opportunità d’incontro e di formazione, dal titolo “I Sentieri del Benessere”, quella in programma sabato 7 marzo presso l’Aula Paolo VI dell’Università Salesiana di Roma, organizzata dall’Istituto Frontis in occasione del X convegno che annualmente si tiene in occasione della festa della donna.
Nella prima parte della giornata si svolgerà il congresso medico, al quale parteciperanno relatori provenienti da tutta Italia tra cui il Prof. Giuseppe Di Fede, direttore sanitario di Imbio, nel corso del quale verranno presentate quelle che sono le novità in campo di nutrizione, medicina estetica e anti-aging.
Seguirà la conviviale possibilità di degustare i prodotti alimentari biologici di aziende che tengono alta la bandiera del Made in Italy, con particolare attenzione agli alimenti gluten free e per intolleranti al lattosio, problematiche che trovano sempre maggiore diffusione.
Il pomeriggio sarà allietato dalla presentazione di una comica pièce teatrale tal titolo“Fegato”, diretto e interpretato da Angelo Sorino e con la partecipazione di R. Proietti, Michelangelo Nari e R.Risoli. Al termine dello spettacolo, la madrina dell’evento Irene Ferri, premierà i partecipanti al concorso “I sentieri del Benessere”.
“L’intento del convegno”, dice la Dott.ssa Paola Fiori direttore sanitario di Frontis: “è mantenere, a distanza di 10 anni lo spirito del primo convegno, ovvero informare il pubblico circa le possibilità offerte dalla medicina moderna per ottenere e mantenere il benessere fisico e psicologico, vero e proprio elisir di lunga vita”.

*Per info ed iscrizioni:
www.frontis.it  o inviando una mail, indicante nome, cognome e cellulare a  segreteria@frontis.it
Tel. 0688640002


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10 April 2015 NOTIZIE

Immagine_olistico

Oggi pomeriggio il Prof. Giuseppe Di Fede, direttore sanitario di Imbio, terrà una lezione su immunologia, intolleranze alimentari e regolazione neuro – endocrino – immunologica della salute orale in occasione di un corso di aggiornamento professionale, presso l’Aula Magna della clinica odontoiatrica universitaria dell’Ospedale San Paolo di Milano.
Obiettivo del corso, evidenziare l’importanza e l’efficacia di un rapporto olistico tra medico e paziente, fondato sulla prevenzione prima che sulle terapie e fornire quelle che sono le indicazioni per un più approfondito approccio alle medicine complementari, campo di grande interesse per il settore odontoiatrico.


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