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27 May 2016 EVENTINOTIZIESTUDI

cell-science-systems-logoCell Science System US, ha appena pubblicato un nuovo studio scientifico inerente il test Alcat.

 

Il titolo dell’indagine è traducibile come: Eliminazione selettiva dei cibi basata sul referto dell’Alcat test ed effetti registrati sui marker delle infiammazioni, sulla composizione corporea e sui sintomi medici.

Si tratta di uno dei primi studi noti finalizzati a stabilire se il cibo influisce su infiammazioni diffuse in tutto il corpo; J. Lukaszuk, M. Shokrani, J. Hoppensteadt e J. Umoren hanno registrato le loro osservazioni nella primavera del 2015 presso la Northern Illinois University.

Lo studio clinico è stato condotto su soggetti umani, randomizzato e controllato con il metodo doppio cieco; a tutti i partecipanti è stato eseguito l’Alcat test (Cell Science Systems- CSS) e, successivamente, al gruppo di controllo è stato somministrato un placebo. A ciascun soggetto partecipante è stata fornita una lista di alimenti da evitare e di comportamenti da seguire durante tutto il corso della ricerca. Il gruppo di trattamento (87 persone) ha ricevuto l’elenco corretto dei cibi da non consumare mentre al gruppo trattato con placebo (46 persone) ne è stato fornito uno falso. Al termine dello studio a tutti i partecipanti è stato fornito l’elenco corretto dei cibi che provocano loro reazioni.

 

I risultati più importanti tra quanti registrati sono i seguenti:

  • l’eliminazione dei cibi che causano infiammazione ha effetti positivi sui livelli di SAA (siero amiloide A), sull’indice di massa corporea e sui sintomi dichiarati nel questionario medico;
  • evitare i cibi che provocano le reazioni negative evidenziate dal referto Alcat può influenzare positivamente le risposte infiammatorie, la composizione corporea e il livello di benessere generale;
  • tutti i soggetti coinvolti nello studio, nel corso del colloquio tenutosi al termine dell’indagine, hanno manifestato l’intenzione di proseguire con il regime alimentare intrapreso dopo aver eseguito il test Alcat perché, riducendo il consumo di certi cibi, si sentono decisamente meglio.

 

Questo il link all’articolo che comprende una sintesi dello studio e una relazione video della Prof.ssa Judith Lukaszuk:

https://cellsciencesystems.com/education/news/effect-of-alcat-based-food-elimination-on-inflammatory-markers-body-composition-and-medical-symptoms/


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15 February 2016 NOTIZIESTUDI

stomaco ciboLo stomaco è un organo fondamentale del nostro corpo, la cui funzione principale consiste nel ridurre in minuscoli pezzetti il cibo: tutto quello che viene mangiato in un pasto viene accolto nella cavità dello stomaco e subisce un processo di frammentazione dovuto alla contrazione dei muscoli presenti nelle pareti che, circa 3 volte al minuto, lanciano i frammenti di cibo da una parte all’altra della cavità gastrica, favorendo lo spezzettamento meccanico degli alimenti e il lavoro degli enzimi digestivi. Alla fine del processo si ottengono frammenti di cibo di grandezza variabile tra 1 e 3 millimetri, dimensione sufficiente per il passaggio attraverso il piloro verso l’intestino tenue. Bisogna tuttavia ricordare che non tutto il nutrimento che arriva nello stomaco viene trattato in maniera uguale: per sua forma, infatti, lo stomaco assomiglia ad una piccola borsa sbilenca che presenta un lato più corto, una strada quindi più veloce per giungere all’intestino tenue. Questa scorciatoia viene solitamente presa dai liquidi: è questo il motivo per il quale si è soliti consumare brodini e minestrine “per stare leggeri” ed è difficile che l’acqua “rimanga sullo stomaco” come invece accade con gli alimenti solidi. Oltre al cibo liquido il nostro stomaco gradisce maggiormente il cibo di piccolo volume. Infatti, più i frammenti sono piccoli, meno fatica farà il nostro stomaco per ridurli in poltiglia. A tal proposito fondamentale importanza riveste la masticazione, considerata non a caso il primo passaggio della digestione. Anche riscaldare il cibo aiuta la nostra digestione, dal momento che il calore favorisce la rottura dei legami che tengono unite le molecole negli alimenti, aiutando quindi il lavoro degli enzimi digestivi. Il tempo in cui il cibo ingerito resta all’interno della cavità gastrica viene definito “digestione gastrica” e varia da alimento ad alimento: ad esempio i cereali in chicchi, se cotti, permangono nella cavità gastrica per poco meno di un’ora, la pasta per 3 ore, le proteine per un periodo di tempo ancora maggiore. Sfruttando la digestione gastrica è quindi possibile prolungare il senso di sazietà, se si consuma una piccola quota proteica ad ogni pasto. Un’eccessiva permanenza del cibo nella cavità gastrica, tuttavia, favorisce la nascita di fastidiosi disturbi come i rigurgiti di acido cloridrico dallo stomaco all’esofago, bruciori gastrici, eruttazione, nausea, dolori, crampi addominali, etc. Per evitare di incorrere in tali problematiche è doveroso adottare un corretto comportamento alimentare ed evitare i cibi che predispongono all’insorgenza di tali sintomatologie: tra i comportamenti alimentari corretti vi è ad esempio quello di mangiare lentamente, masticando il più a lungo possibile, evitare di guardare il computer o la televisione durante i pasti e concentrarsi su quanto si ha nel piatto. Per quanto riguarda le scelte alimentari, poi, bisognerebbe cercare di fare attenzione agli alimenti particolarmente acidi come le bevande alcoliche, i dolci, il latte e i suoi derivati, i cibi in scatola, i sottaceti, i sughi pronti, i dadi da brodo, le spezie piccanti, il cioccolato, la menta, i dolcificanti sintetici e le bevande gassate.
Anche un’alimentazione squilibrata o pro-infiammatoria contribuisce a peggiorare la sintomatologia gastrica. Per capire se il cibo che ingeriamo crea infiammazione, un aiuto ci viene dato dall’America attraverso il test per intolleranze ALCAT, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA), che permette di segnalare le reazioni che alcuni alimenti, additivi chimici o additivi alimentari hanno sul nostro organismo
Il test è in grado di evidenziare anche una categoria di alimenti particolarmente importante nelle problematiche legate all’acidità di stomaco e al reflusso: i salicilati. Questi alimenti contengono acido salicilico, sostanza che può irritare la mucosa gastrica e alla quale molte persone risultano addirittura allergiche. Tra gli alimenti con più alta concentrazione di acido salicilico abbiamo ad esempio broccoli, cetrioli, cicoria, indivia verde, melanzane, patate dolci, peperoni, radicchio verde, ravanelli, spinaci, zucca e zucchine; tra i frutti, invece, troviamo albicocche, ananas, arachidi, arance, datteri, lamponi, mandorle, ribes neri, ribes rossi e uva passa. L’indicazione su tali alimenti, per chi soffre frequentemente di problemi di stomaco non legati a patologie, è quella di cercare di non consumarne più di un tipo di verdura o di frutta al giorno e mai nello stesso pasto.


Articolo di Davide Iozzi, Biologo nutrizionista, esperto in nutrizione umana, collaboratore dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva (I.M.Ge.P.) di Milano.


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25 November 2015 EVENTINOTIZIESTUDI

pubmed_Intolleranza alimentare: attivazione del sistema immunitario nelle malattie croniche grazie agli stimoli associati alla dieta

 

Nicole Pietschmann, PhD

 

Riassunto: La risposta immunitaria dell’organismo è un complesso sistema di interazioni tra componenti specifiche e non che si sono evolute per essere in grado di distinguere tra fattori non pericolosi, nocivi o, semplicemente, non tollerati. In passato le ricerche erano focalizzate più sul sistema immunitario specifico dell’organismo che sulle sue difese innate.

Gli studi hanno dimostrato che una componente chiave della risposta immunitaria induce l’attivazione dell’ infiammazione. È già stata ampiamente documentata la relazione diretta tra la presenza di infiammazione e la comparsa di una varietà di disturbi cronici e connessi all’alimentazione, tra cui arteriosclerosi, sindrome metabolica e disturbi cronici dell’intestino quali il morbo di Crohn e le coliti ulcerose.

L’attivazione dei leucociti – ALCAT test, un test immunologico su sangue per identificare le reazioni indotte dalle intolleranze alimentari – è ideale per identificare e così eliminare gli stimoli individuali connessi al cibo che possono anche agire come detonatore di una risposta immunitaria cellulare non specifica. Sebbene il test non sia diagnostico, gli studi hanno dimostrato che può essere un utile strumento di screening per l’identificazione della presenza di sostanze estranee che possano indurre l’attivazione della risposta immunitaria a livello cellulare: in particolare la presenza di neutrofili causa di infiammazioni.

ALCAT test, accoppiato ad una dieta mirata e stilata per ciascun paziente in base al risultato ottenuto con il test, può supportare l’omeostasi immunitaria e fornire un considerevole approccio complementare per la terapia e, in generale, per il benessere complessivo della persona.

 

(Altern Ther Health Med. 2015;21(4):42-52.)

 

Nicole Pietschmann, PhD, è consulente medico presso la sede di Cell Science Systems a Potsdam, in Germania.

 

Titolo originale: Food Intolerance: Immune Activation Through. Diet-associated Stimuli in Chronic Disease
Autore: Nicole Pietschmann, PhD
Anno di pubblicazione: 2015

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7 April 2015 STUDI

Titolo: Effetti clinici della correlazione tra Alcat Test e insulino-resistenza – Tesi Sperimentale in Farmacologia e Farmacoterapia II
Università degli Studi di Camerino, Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Corso di Laurea in Farmacia Unità di Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica
Relatore: Prof. Pierluigi Pompei / Relatori esterni: Dott. Sacha Sorrentino, Dott. Davide Iozzi, Prof. Giuseppe Di Fede A.A. 2013-2014
Tesi di: Flavia Colucci

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7 April 2015 STUDI

Titolo: Analisi dell’influenza delle intolleranze alimentari sulla composizione corporea mediante l’utilizzo di ALCAT TEST e Bio-impedenziometria
Università degli Studi di Pavia – Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”
Master di II Livello in Nutrizione Umana
Relatori: Prof.ssa Paola Rossi Relatore esterno: Prof. Giuseppe Di Fede
Tesi di: Dott. Alessio Tosatto

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7 April 2015 STUDI

Titolo: Analisi dell’andamento statistico e stagionale delle intolleranze alimentari, valutato per grandi gruppi alimentari, dai risultati dei Test ALCAT degli anni 2010, 2011 e 2012
Università degli Studi di Pavia – Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L.Spallanzani”
Master di II Livello in Nutrizione Umana
Tesi di: Dott.ssa Cecilia Pedroni

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FDA Alcat MINISTERO