
Per il Ministero della salute, i coloranti sono sostanze che conferiscono un colore ad un alimento o ne restituiscono la colorazione originaria; includono componenti naturali dei prodotti alimentari e altri elementi di origine naturale, normalmente non consumati come alimenti né usati come ingredienti tipici degli alimenti. Sono identificati dalle sigle da E100 a E199 e l’utilizzo di questi additivi in Italia è regolato dal Dm n. 209 del 27/2/96 e successive modifiche.
Alcuni coloranti, in seguito a studi di cancerogenicità e tossicità, sono stati proibiti nel dopoguerra e oggi l’UE non li consente; tuttavia, gli additivi che vengono definiti tossici sono ammessi (entro certi limiti di dosaggio) per uso alimentare, tranne che per alcune categorie di prodotti (acqua, zucchero, miele, latte, pane, pasta, carne, pesce, olio, caffè, cioccolato, torrone, aceto, succhi), per i quali vige il divieto di aggiunta di coloranti. L’Eritrosina, in particolare, è un colorante sintetico rosso che contiene iodio e che viene indicato con la sigla E127. Si trova principalmente nel ketchup, nelle ciliegie candide, nelle caramelle, negli yogurt, nei cocktail, nelle conserve di frutta, nelle creme, nei dolci, in prodotti da forno, snack e biscotti confezionati, nella polpa di granchio, nella carne in scatola e nel salmone confezionato.
La sua tossicità è stata valutata dal Comitato Misto FAO/OMS di Esperti (JECFA) nel 1990 e precedentemente dal Comitato scientifico dell’alimentazione umana dell’Unione europea (SCF) nel 1989. Entrambi i comitati hanno stabilito una dose giornaliera accettabile (DGA) di 0,1 mg/kg di peso corporeo al giorno. Tale dose può essere raggiunta con il consumo di circa 30 g di ciliegie da cocktail. La DGA, tuttavia, non tiene in considerazione la distinzione tra adulti e adolescenti: alcuni bambini, infatti, sono più sensibili ai cibi trattati e mostrano effetti immediati subito dopo l’ingestione. Gli effetti tossici sono infatti legati alla quantità di additivo ingerito e al peso personale, quindi, in confronto ad un adulto, i bambini consumano una quantità molto superiore di additivo a causa del loro minor peso.
Tra gli effetti collaterali, dati dal consumo di Eritrosina, vi è la possibile insorgenza di ipertiroidismo o ipereccitabilità (soprattutto nei bambini) a causa dello iodio contenuto in questo colorante. Inoltre l’E127 può dare il via a fenomeni di asma, orticaria, insonnia o reazioni allergiche, mentre pareri discordanti in ambito scientifico riguardano la sua presunta cancerogenicità. Da segnalare, tuttavia, il fatto che tale colorante è stato vietato negli U.S.A., mentre viene normalmente utilizzato dalle industrie alimentari europee.
Inoltre, quello a cui normalmente non si pensa è che gli additivi, per determinarne la tossicità, vengono testati singolarmente, mentre in un unico prodotto alimentare se ne trovano diversi: i danni provocati dalla loro combinazione è diventato soltanto recentemente oggetto di studio in ambito scientifico. Per far fronte a questa minaccia, un aiuto ci viene ancora una volta dato dall’America, attraverso il test per intolleranze ALCAT, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA), che permette di segnalare le reazioni che alcuni alimenti, additivi chimici o additivi alimentari (tra i quali l’E127) hanno sul nostro organismo. Un risultato positivo all’Eritrosina permette di dare una spiegazione a sintomatologie dermatologiche, respiratorie, di iperreattività aspecifica o di insonnia non correlate a patologie, soprattutto negli adolescenti.
A cura di Davide Iozzi, Biologo nutrizionista, Nutrigenetista ed esperto in nutrizione umana, Collaboratore dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva (I.M.Ge.P.) di Milano.