IL GRASSO NASCOSTO NEL FEGATO

Un italiano su cinque ha il cosiddetto ‘fegato grasso’, o steatosi epatica. Lo hanno sottolineato gli esperti all’inaugurazione del nuovo centro specializzato in prevenzione, realizzato dall’University of Pittsburgh Medical Center (Upmc) a Chianciano Terme (Siena).
L’accumulo di grasso nel fegato non rappresenta una vera malattia, ma può creare le condizioni predisponenti per patologie anche severe del fegato. Alcune condizioni patologiche possono predisporre alla steatosi epatica, dal diabete all’obesità e persino problemi cardio vascolari sono condizioni favorenti il deposito di grasso negli organi. L’infiammazione gioca un ruolo determinante nella patogenesi; l’infiammazione del fegato dovuta al grasso accumulato si può evidenziare da un semplice esame del sangue, un’ecografia addominale, con particolare attenzione al fegato, svelerà il grado di steatosi.
Ma quali sono le cause? Una tra tutte, forse la più importante, è l’alimentazione. Alimenti fast-food, alcolici in eccesso, alimenti conservati, predisposizione individuale e intolleranze alimentari sono implicate nell’innesco della patologia.
Inoltre, la possibilità di consumare tutto l’anno dei cibi che prima avevano una certa stagionalità non aiuta nella prevenzione della steatosi. L’utilizzo sistematico di fertilizzanti, pesticidi e conservanti e l’alterazione o la perdita della complessità genetica e delle varietà biologiche contribuiscono a generare reazioni di difesa e quindi infiammatorie, non clinicamente evidenti.
Un test utile per la prevenzione e indicazione sull’alimentazione individuale e personalizzata è il test ALCAT®, utilizzato presso Ospedale San Matteo di Pavia per la diagnosi di intolleranze alimentari. La prevenzione dovrebbe iniziare a tavola, proprio dall’alimentazione.
Un intervento a basso costo costituisce un risparmio anche per il Ssn.
L’obiettivo della medicina preventiva è infatti la salute e la riduzione dei costi sanitari per mantenersi sani per tutta la vita. Intervire sul fegato grasso, ad esempio, permette di evitare malattie ancora più gravi.

Prof. Giuseppe Di Fede – Direttore Sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica IMBIO e Imgep di Milano