L’ INTESTINO FELICE

Nella pancia lavora il nostro più grande organo interno, l’intestino. Condivide con noi la vita cosciente, le emozioni, i pensieri, ci nutre e sostiene, eppure ci accorgiamo delle sua presenza solo nei in momenti di malessere, come in caso di colite e gastroenterite.
La sua calma è solo apparente, in continuo movimento, silenzioso, elabora il cibo, lo analizza e utilizza le componenti nutritive degli alimenti per le funzioni vitali e gli scarti, che verranno eliminati dal colon. Come prendersi cura di una parte cosi importante quanto vitale? Basta pensare a come mangiamo e di conseguenza all’influenza che avrà il cibo ingerito sul nostro organismo. Alcuni cibi possono infiammare la mucosa dell’intestino, innescando fenomeni noti con il nome di colite. La sindrome del colon irritabile è la massima espressione di un disagio dell’intestino, che può essere sostenuto da alimenti intollerati e stati emotivi particolari. Ne soffre una buona parte degli Italiani, spesso sottovalutata.
Dagli alimenti ricaviamo tutte le sostanze che dall’intestino andranno a nutrire il cervello. La maggior parte dei neuro trasmettitori, originano dall’intestino.
Cosa succede se l’intestino si infiamma e non assorbe in maniera corretta i nutrienti?
L’infiammazione intestinale è percepita come una condizione di disagio, malessere, che limita le relazioni sociali e lavorative, influenza i pensieri e i ragionamenti. Immaginate di dover fare una semplice calcolo matematico, mentre siete in preda ad un violento attacco di dissenteria acuta! Scoprire se l’intestino è “felice” non è poi cosi difficile, ecco alcuni esempi che segnalano uno stato di malessere: le feci non sono formate e si soffre spesso di dissenteria, magari più volte al giorno; la pancia è sempre gonfia o tende a gonfiarsi durante la giornata mentre al risveglio, a stomaco vuoto, è piatta; la digestione è particolarmente lunga e difficoltosa, si avverte sempre un senso di pienezza e si mangia a volte senza troppa fame; la forma delle feci e la consistenza è una buon indicatore di funzione intestinale: non devono essere liquide, a pallina ed eliminate a pezzettini.
La diagnostica di laboratorio, ci aiuta a capire meglio cosa accade all’intestino e al nostro organismo. Un valido strumento è il Test ALCAT per la ricerca delle intolleranze alimentari, eseguito su prelievo di sangue. Il test consente la diagnosi di cibi, alimenti e gruppi alimentari che infiammano la mucosa intestinale, e la successiva impostazione di una dieta che permette di rafforzare la capacità di recuperare la tolleranza agli alimenti. Il Disbiosi test, eseguito su urine, concluderà la diagnosi di disbiosi intestinale, indicando il tipo di alterazione batterica intestinale. Inoltre, la scelta di probiotici e prebiotici adeguati, riporterà l’intestino verso le funzioni fisiologiche corrette.

A cura del Prof. Giuseppe Di Fede – Direttore Sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano (IMBIO) e dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva (IMGEP)