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Allergie: un controllo nutrizionale può ridurne i sintomi

La tanto attesa stagione primaverile è ricca di cambiamenti climatici favorevoli per le fioriture delle diverse specie di piante e alberi. Le allergie, o meglio le persone allergiche ai pollini e alle graminacee, che durante l'inverno sono"assopite" in una specie di "letargo sintomatologico", all'improvviso, riscoprono di essere allergiche, manifestando i sintomi classici come rinite, starnuti, prurito in gola, alle orecchie, difficoltà di respirazione fino ai sintomi gravi e acuti dell'asma.

Le allergie da fieno, spesso sono correlate alle allergie alimentari o intolleranze alimentari. Chi soffre di allergia agli acari della polvere, che normalmente popolano l'ambiente domestico, dalle lenzuola ai pavimenti e tappeti, ad esempio, potrebbe avere una allergia crociata verso le proteine del latte vaccino.

I meccanismi biochimici che scatenano le reazioni allergiche, sono sostenuti da una sostanza  chimica, conosciuta col nome di Istamina, rilasciata dai mastociti, durante il contatto con l'allergene in questione.

Alcune forme di allergia stagionale, sono in qualche modo correlate ad alcune intolleranze alimentari, che si accentuano proprio nel periodo primaverile, se si è allergici ai pollini, altrimenti, possono essere presenti tutto l'anno, come nel caso degli acari. Naturalmente, la sensibilità alle graminacee, che fanno parte della famiglia dei cereali, si accentua ancora di più, con congiuntivite, lacrimazione, prurito nasale e starnuti a salve, se si mangiano quotidianamente i derivati delle farine, pasta, pane e dolci.

Un controllo di tipo nutrizionale, diretto da un medico esperto, aiuta a ridurre i sintomi legati alle allergie. Il test che meglio rivela la possibilità di avere delle intolleranze alimentari, è il test ALCAT, fatto attraverso il prelievo di sangue venoso. Questo test evidenzia la sensibilità ad alimenti che in parte possono essere crociati con le allergie e in parte possono rivelare delle nuove sensibilità agli alimenti che rafforzano i sintomi allergici.

La dieta ad esclusione, che proponiamo da circa un decennio, deriva dal risultato del test ALCAT. Si tratta di una forma di alimentazione che esclude alcuni alimenti risultati positivi al test, che vengono successivamente reintrodotti in maniera che non si crei un eccesso dell'alimento intollerato. Il grado di sensibilità agli alimenti, minimo, medio o alto, evidenziato dal test ALCAT, guiderà il medico a stilare una corretta alimentazione che tenga conto dei valori nutritivi degli alimenti e il loro potere allergizzante.

In poche parole, la riduzione dello stato "infiammatorio" dell'organismo, grazie al controllo degli alimenti consigliati e soprattutto sconsigliati, aiuta a controllare meglio le reazioni allergiche e a gestire in maniera più semplice la terapia anti istaminica, riducendo, nella maggioranza dei casi, la posologia dei farmaci. Un miglior controllo dell'allergia si traduce in una migliore qualità di vita, soprattutto per coloro che “temono” la tanto desiderata bella stagione.

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A cura del Dr. Giuseppe Di Fede, Medico Chirurgo, Direttore Sanitario di Imbio - Istituto di Medicina Biologica di Milano, Specialista in Nutrizione e Dietetica Clinica, Esperto in Medicina Genetica e Preventiva, Nutrigenomica, Professore a. C. al Master di Nutrizione Umana, presso Università di Pavia.

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