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Il paradosso del nichel free

 

 

Di Davide Iozzi, Biologo Nutrizionista, esperto in nutrizione umana, collaboratore dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva (I.M.Ge.P.) di Milano.

Il NICHEL è l’elemento chimico numero 28 della tavola periodica, è molto presente in natura, perfino nel nucleo della Terra. Grazie alle sue proprietà ferromagnetiche è impiegato per fabbricare moltissime leghe e superleghe, come l’ACCIAIO INOX e altri metalli resistenti alla corrosione.

Molti sono gli oggetti che contengono Nichel all’uso dei quali chi soffre di allergia da contatto deve stare attento: BIGIOTTERIA, OCCHIALI, OROLOGI, CERNIERE, COLTELLI, PENTOLE, DETERSIVI, COSMETICI, TINTURE PER CAPELLI, INCHIOSTRI, COLORANTI, BATTERIE, e addirittura le MONETE.

La quantità di Nichel contenuta in una moneta, tuttavia, è di molto inferiore a quella presente in una semplice brioche al cioccolato. Il Nichel, infatti, è presente in moltissime tipologie di alimenti diversi: VERDURE e ORTAGGI (asparagi, broccoli, catalogna, cavolfiore, cavoletti di bruxelles, cavolo verde, cicoria verde, cipolla, crescione, indivia belga verde, lattuga, patata, pomodoro, porro, radicchio verde, rapa, rucola, sedano, spinaci, topinambur, zucca, zucchina), LEGUMI (fagioli, lenticchie, piselli), FRUTTA (caco, fico, kiwi, lampone, mirtillo, pere, prugna, tamarindo, uva, arachidi, frutta essiccata, mandorle, noci, nocciole, pistacchi, uva passa), PESCE (aragosta, aringhe, gamberi, merluzzo, molluschi (vongole, cozze, ostriche), salmone, sgombro, sogliola, tonno), CEREALI (avena, grano saraceno, mais, miglio, segale, soia), DOLCI (brioches, caramelle, cacao, gelati, gelatina, liquirizia, marmellate), in tutti i SEMI, nei FUNGHI, nel TE’ NERO, in alcune SPEZIE e ovviamente negli ALIMENTI IN LATTA.

La continua ricerca di padelle o utensili da cucina NICHEL-FREE viene dunque resa vana se nell’alimentazione quotidiana non si fa attenzione agli alimenti che contengono naturalmente tale metallo.

Gli effetti del Nichel, tuttavia, non condizionano solamente chi è allergico ad esso: la massiccia introduzione di alimenti con nichel può provocare nel nostro tubo digerente un’alterazione della flora batterica (DISBIOSI); tale condizione favorisce il passaggio di molecole non completamente digerite, come quelle alimentari, oltre la barriera intestinale, portando all’insorgenza di INTOLLERANZE ALIMENTARI, caratterizzate da sintomi come GONFIORE, STANCHEZZA, SONNOLENZA POST-PRANDIALE, AEROFAGIA, STIPSI, CEFALEA, DERMATITI, NAUSEA, IRRITABILITA’.

Dagli ultimi studi compiuti utilizzando il test ALCAT - l’unico esame sulle intolleranze riconosciuto in America dalla FDA (Food and Drug Administration) - è stato possibile rilevare come in Italia, nel 2012, quasi il 30% di coloro che hanno effettuato un test sulle intolleranze sia risultato INTOLLERANTE AL NICHEL* e da un recente studio effettuato sui dati raccolti dall’OSPEDALE SAN MATTEO di PAVIA con la metodica ALCAT è risultato che nel 2013, 1 persona su 4 di quelle testate presenta lo stesso tipo di intolleranza.

Quindi, prima di mettere sotto accusa padelle e creme di arrossamenti o gonfiori, controllate quello che state mangiando per non cadere nel paradosso del “Nichel-free”.

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