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Attenzione all'accumulo di metalli

 

Pubblicato sulla rivista qb quantobasta - settembre 2013

Tiziana Colombo in collaborazione con Dr. Sacha Sorrentino – IMBIO

I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente.
Sono presenti nell’aria, nell’acqua, nella catena alimentare e vengono quindi assorbite dall’organismo umano. Alcuni metalli pesanti sono potenzialmente molto tossici, per cui, se penetrano nell’ambiente e quindi nel nostro organismo in dosi superiori a quelle tollerabili, possono comportare gravi conseguenze.

Quando si parla di inquinamento da metalli pesanti, normalmente ci si riferisce
a mercurio, cadmio, piombo e alluminio. L’elevatissimo inquinamento ambientale nel quale viviamo mette a dura prova la capacità detossificante (disintossicante) del nostro
organismo. Se i meccanismi di difesa sono saturi, cioè completi e sono quindi impossibilitati a svolgere la loro ordinaria funzione, i metalli pesanti rimangono imprigionati nel nostro corpo. È intuibile che la tipologia del danno provocato da metalli pesanti dipende dalla quantità e dalle sedi di accumulo: ossa, fegato, rene, sistema nervoso centrale, tessuto adiposo.

L’organismo che si trova ad affrontare una mancanza di minerali o vitamine indispensabili per la salute ricorre ai metalli tossici, sostituendoli nei siti di legame degli enzimi.
Si tratta di un processo subdolo, poiché in qualche modo è il nostro stesso organismo che apre la strada ai suoi nemici e li posiziona proprio nelle componenti vitali e indispensabili.

Il piombo, infatti, sostituisce il calcio; il cadmio; lo zinco; l’alluminio; il magnesio. La sostituzione permette ai sistemi enzimatici, vitali per la nostra salute, di continuare a funzionare, ma non di funzionare esattamente come prima. Il metallo incorporato causa infatti una o più alterazioni fisiologiche. L’organismo può rimediare a queste varianti se durano per un periodo limitato di tempo, tuttavia se perdurano abbastanza a lungo, è sempre più difficile porvi rimedio. Per questa ragione è opportuno seguire periodicamente un programma di disintossicazione. in collaborazione con Dr. Sacha Sorrentino – IMBIO –
Istituto di Medicina Biologica Milano


Tartare di pesce su letto di avocado


Ingredienti per 4 persone:
4 filetti di pesce (branzino, orata, rombo), 1 cucchiaio di zenzero
in polvere, 1 arancia, succo di 1 arancia, scorza e succo di 1 lime,
capperi, bacche di pepe rosa, 1 avocado, 2 cucchiai di olio extravergine
d’oliva, sale


Preparazione:
Lavate la polpa del pesce sotto l’acqua corrente, asciugatela con
la carta da cucina e tagliatela a dadini piccoli; metteteli a marinare
nel succo di lime e arancia e lasciate riposare in frigorifero per
un’ora, mescolando di tanto in tanto. Sgocciolate i dadini e conditeli
con olio extravergine d’oliva, succo filtrato degli agrumi, zenzero,
sale e bacche di pepe rosa, mescolando bene. Cospargete con
capperi. Per la crema rendete in purea l’avocado, incorporandovi
2 cucchiai di succo di lime, sale e olio. Usatela come fondo,
componendo la la forma della tartare nel piatto aiutandovi con un
coppapasta. Lasciate riposare per 10-15 minuti in frigorifero e
servite con le fette di arancia pelate a vivo, decorando con la
scorza del lime tagliata a julienne molto fine.

accumulo di metalli

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